L'analisi - Prima affermazione esterna di un Monza che vince e convince

di Sandro Coppola
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Un ottimo Monza quello che ha espugnato lo stadio "Enrico Rocchi" di Viterbo nell'ottava giornata. Prima vittoria lontano dal "Brianteo" in campionato per la squadra di Zaffaroni che ha interpretato al meglio il match nel cuore della Tuscia contro un avversario come la Viterbese (fin lì seconda), reduce da due vittorie consecutive e che in quei 180 minuti non ha preso neppure un gol; è stato inoltre il matchup fra le ultime due scudettate del campionato di Serie D. Biancorossi intraprendenti sin dalle prime battute col giusto piglio, atteggiamento e un'efficace presenza nella copertura del campo; reparti ben compatti tra di loro, una giusta aggressività e più che buona gestione del possesso palla dinnanzi ai laziali (4-4-2 speculare) di Bertotto apparsi piuttosto contratti, sorpresi sovente dal dinamismo dall'avversario e quasi mai in grado di assumere il controllo della manovra. 

Primo tempo nel complesso ad appannaggio dei brianzoli che hanno sfiorato la rete in almeno un paio di circostanze e vanificato qualche altra interessante superiorità numerica offensiva; D'Errico e Guidetti ispirati e abili nel rifornimento in fase propositiva, col capitano prezioso anche nel filtro. Prestazione calzante anche dal centravanti Cori (ulteriormente motivato nel giocare nella sua zona d'origine) che, oltre a smistare palloni con buona educazione nei piedi, ha sgomitato e lottato contro i due centrali, il bulgaro Atanasov e Sini, vincendo spesso i duelli individuali e lamentando un fallo in area ai suoi danni sul finire di frazione dopo un cross del metronomo Guidetti. La beffa sarebbe stata atroce se, dopo la ripartenza conseguente, il verdeoro Jefferson avesse finalizzato, a tu per tu con Liverani, una buona giocata facilitata però dalla sbavatura di Negro

Nella ripresa i padroni casa hanno modificato impostazione tattica passando ad un 4-3-3 ma le conclusioni per i Bertotto boys sono mancate (ad esclusione di una sbilenca di Peverelli) con le due compagini che si sono equivalse sul terreno del gioco anche se, ad onor del vero, la Viterbese ha concesso qualche spazio di troppo, soprattutto sulla trequarti difensiva centrale. Chance di marca biancorossa dopo dodici minuti col corazziere Cori che ha calciato fuori dallo specchio un suggerimento di Giudici; non si è fatta attendere la risposta laziale con Jefferson che ha incornato a lato un cross di Cenciarelli con un Adorni troppo "morbido" in copertura. Il prosieguo è stato un valzer di sostituzioni e variazioni ai due Start Eleven con i gialloblù di casa che hanno squillato solo su un calcio piazzato dello specialista Sini ma hanno poi abdicato a otto dalla fine: un'incornata di Cori (liberatosi con un movimento a mezzaluna ad eludere Sini e Cenciarelli) è andata ad insaccarsi sul palo più lontano dopo un sontuoso traversone mancino di Guidetti che ha reso felici la ventina di stoici supporter monzesi appostati nel settore ospiti.

Un bottino pieno preziosissimo e legittimo per i brianzoli che hanno dimostrato di stare meglio in campo, rispetto ai laziali, e hanno cercato con più convinzione la via della porta, con D'Errico e Guidetti fonti di gioco imprescindibili e un Cori, abile nel gioco sporco e a conclusione, che ha firmato la vittoria proprio a due passi da quella Grotte Santo Stefano, frazione tufacea del capoluogo tuscio, da cui proviene. La fase difensiva si è comportata ancora egregiamente nei meccanismi tattici collettivi e le uniche possibilità alto-laziali (miglior attacco nel girone) sono state concesse su qualche piazzato e da un paio di sbavature inviduali.

Sandro Coppola

 


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