L'analisi - Un pareggio che profuma quasi di vittoria

di Sandro Coppola
articolo letto 634 volte
Foto

E beh sì..sarebbe stata proprio una delusione enorme, una disdetta che gli aficionados monzesi si sarebbero portati dietro per tempo. Subire una sconfitta in "Zona Cesarini", su un penalty dubbio, dopo una partita equilibrata e maschia in cui, a tratti, la truppa di Zaffa ha fatto anche meglio della corazzata di Gautieri sarebbe stato troppo ingeneroso. Il calcio tuttavia è un'attività sportiva molto anomala e spesso crudele, talvolta influenzata dagli episodi e, se a Pistoia è girata male due domeniche fa, nell'inzuppato Brianteo è invece svoltata positivamente. Parte del merito, è giusto sottolinearlo, è del nostro guardiano dei pali Luca Liverani da Ravenna che ha neutralizzato brillantemente e deviato sul palo la conclusione del centravanti Eusepi, compagno di squadra lo scorso anno a Salerno di cui conosceva la modalità e strategia di calcio dal dischetto.

Dicevamo sostanziale equilibrio, col 1912 forse un pochino superiore nella prima frazione ove non ci sono state occasioni degne di nota ma qualche combinazione interessante e rapida in velocità si è vista da parte dei padroni di casa. Il Pisa si è fatto preferire nella prima parte della ripresa, alzando il baricentro e mettendo ulteriore fisicità con lo stantuffo Maikol Negro a offrire invece maggiore vivacità ad un attacco asfittico che in 270 minuti non ha ancora trovato la via della rete; in tutto ciò si è goduta una maggiore gradevolezza nell'andamento, si sono viste delle chance da ambo le parti coi toscani a detenere una sterile supremazia territoriale e i brianzoli dietro la linea della sfera a cercare di imbastire qualche ripartenza letale. Un paio di opportunità (quelle dei tirrenici più limpide) a testa fino ai minuti finali, questi si thriller, con il terzino Tentardini, servito da un frizzante Cogliati, che calcia alto un lob coi nerazzurri poi che, nel capovolgimento di fronte, andranno ad usufruire di un rigore per atterramento di Eusepi; l'esito lo abbiamo già sottolineato con la sfera che attraversa anche la linea di porta. A proposito di tiri dagli 11 metri bisogna segnalare che ce ne sarebbe probabilmente anche un altro, a parti invertite, nel primo tempo ai danni di D'Errico.

Alla fine dei giochi i supporter monzesi tirano un bel sospiro di sollievo con un pari ad occhiali che, per via delle peripezie finali, viene accolto quasi come una vittoria mentre il settore toscano si dispera legittimamente per un match point dilapidato che avrebbe potuto dare una svolta positiva e un approccio più fiducioso ai prossimi match, nonostante la prestazione non eccelsa. Del resto vincere aiuta a vincere ma l'impressione che gli ospiti, alla lunga, potranno comunque palesare il loro reale valore in termini di qualità ed esperienza anche se, attualmente, appaiono come dei giganti dalle gambe d'argilla.

Il Monza può ritenersi soddisfatto dopo questo insidiosissimo trittico iniziale, in cui ha raggranelato quattro preziosi punti con contendenti di medio alto lignaggio e giocandosela senza timori reverenziali. La fase difensiva, salvo qualche frangente, ha dimostrato ancora una volta un buon ermetismo e Stefano Negro non ha fatto rimpiangere la defezione di Caverzasi. La mediana ha lavorato discretamente bene nelle due fasi anche se talvolta ha faticato nel disimpegno e lo scarico quando il Pisa pressava più alto. Giusta la scelta, vista la greve assenza del corazziere Cori, di lavorare sulla ripertenze e provare degli scambi rapidi fin quando il campo lo ha permesso anche se è mancata un po' di precisione nella rifinitura che avrebbe potuto causare qualche grattacapo in più al settore difensivo pisano.

Sandro Coppola


Altre notizie
Utilizzo dei Cookie
Questo sito utilizza cookies, anche di terze parti.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.

CHIUDI